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Non spaventatevi se vedete arrivare al municipio di Aversa un’ambulanza a sirene spiegate con a bordo una decina di sanitari. Non è scoppiato un focolaio Covid. Medici e infermieri specializzati, muniti di una camicia di forza, sono diretti nell’ufficio dell’assessore allo Sport Luisa Melillo. Dopo l’ultima grottesca uscita, l’esponente della giunta del sindaco virtuale Alfonso Golia ha confermato per l’ennesima volta di vivere su una galassia a noi poveri umani sconosciuta. Come se nulla fosse, la Melillo ha avuto una faccia talmente tosta da far apparire morbida come il burro quella dei Bronzi di Riace di diramare una nota per esultare, a nome dell’amministrazione comunale, per la (stra)vittoria del campionato di Promozione del Real Aversa e per il doppio salto in Serie D.

“Abbiamo approvato in giunta - ha fatto sapere la Melillo, che sarà scoppiata a ridere lei stessa - un riconoscimento ufficiale alla società Real Agro Aversa da parte di tutta la città, per la duplice promozione in serie D”. Il brutto della vicenda è che non c’è proprio nulla da ridere. Se l’assessore allo Sport e il fantomatico sindaco Golia fossero intellettualmente onesti dovrebbero chiedere scusa (errare è umano) per il vergognoso atteggiamento ostile che la maggioranza di centrosinistra ha assunto contro il presidente Guglielmo Pellegrino.

Al patron granata sono stati messi centinaia di bastoni tra le ruote con l’obiettivo di farlo inciampare. Il numero uno della società non si è mai perso d’animo e ha ottenuto non solo due vittorie (promozione in Eccellenza e quella in Serie D) ma ha colto un tris da bacio. Ha vinto anche il campionato contro Golia e company. Fin da quando Pellegrino è sceso in pista per scongiurare la morte del calcio normanno ha dovuto combattere anche contro amministratori locali sempre puntualmente maldisposti nei confronti della squadra di calcio. Il nemico giurato del Real Aversa è stato il presidente del consiglio comunale Carmine Palmiero. Per lui Pellegrino era come il demonio.

Beh, ce ne fossero di Luciferi come il patron granata. In meno di un anno ha resuscitato il calcio normanno e lo ho ha portato in Serie D. Lunga vita al diavolo. Quest’anno la Melillo non si è mai recata allo stadio di Lusciano dove il Real era costretto a giocare le gare casalinghe. Non si è vista la sua ombra nemmeno nell’unico match disputato al Bisceglia. Oggi, senza ritegno, spera di salire sul carro dei vincitori: “Si tratta di un riconoscimento doveroso  e sentito - dice in pompa magna - che conferiremo ai dirigenti, tecnici ed atleti nel corso di una cerimonia pubblica. Un premio da condividere con tutti i tifosi che non smettono mai di supportare la squadra. Forza Aversa!”.

Egregio presidente Guglielmo Pellegrino, l’assessore allo Sport non può concedersi il lusso di dire “Forza Aversa”. Questo privilegio spetta a tutti i componenti della società granata e ai veri supporter , soprattutto gli ultrà, che sono sempre stati accanto alla squadra. Se lei e lo staff ritirerete il premio dell’amministrazione comunale farete un grave torto all’intera città. Dica al sindaco Golia di conferire il riconoscimento a qualche squadra di volley a lui vicina. All’assessore Melillo regali un Tom Tom così forse quando tornerà sul pianeta Terra troverà l’indirizzo per lo stadio.

La Redazione





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