Mai come stavolta Giuseppe Dell’Aversana non ha attenuanti. Né alibi. Tanto meno giustificazioni. Il sindaco di Sant’Arpino insegna matematica. Uno che ha a che fare con i numeri non può promettere ai cittadini la riduzione del costo del consumo idrico e poi adottare un provvedimento che raddoppia quasi la tassa. E quello che avverrà con l’ingresso del Comune nella società Acquedotti Scpa, società partecipata a maggioranza pubblica di cui il socio principale è Orta di Atella. In base alla determinazione delle tariffe stabilite in consiglio comunale e ai mirabolanti proclami del sindaco nel 2017 i contribuenti avrebbero pagato 0,89 centesimi al metro cubo. Mentre con l’adesione all’Acquedotti il costo lieviterà. Tantissimo. I cittadini verseranno 1,50 euro al mc. Quasi il doppio. E molto di più del passato. Con la gestione pubblica del servizio, si pagava 1.20 euro al metro cubo. In soldoni, è il caso di dire, oggi 100 mc (è la fascia media) costano ai cittadini 250 euro, affidando il servizio all’Acquedotti sborseranno attorno ai 350 euro. Insomma nelle case della gente arriverà una bolletta molto più salata. Il 19 ottobre la decisione sarà all’ordine del consiglio comunale. Ma è già tutto deciso. Sant’Arpino acquisirà il 2% delle quote possedute da Orta di Atella. Un patto tra due Comuni che da un ventennio sono stati legati a doppio filo per scelte politico-amministrative in alcuni casi scellerate e accordi privati per fare affari spesso sporchi.

Del resto il nuovo sindaco ortese Andrea Villano è pappa e ciccia con gente come Salvatore Del Prete "Soldinus Magò" e Nicola Iovinella "Un saluto, un sorriso" che hanno lucrato sul sacco della città atellana. Ma il “Grande dittatore” Dell’Aversana ha imposto al suo gregge della maggioranza che si farà così. Punto. Tutti zitti. Ovviamente. Nessuno ha gli attributi o la dignità politica di dire “no” al capo. Lui non accetta dinieghi. Si fa come dice lui. E basta. È infallibile e sta sempre dalla parte della ragione. Tutti lo temono e i “Guardiani della Galassia” sono sempre “allineati e coperti” con l’Imperatore di Sant’Arpino. Non a caso senza curarsi di preavvisare gli esponenti della maggioranza il primo cittadino ha avviato nei giorni scorsi una serie di incontri i responsabili della società. Rendez vous ufficiali e non per pianificare tutto. È già pronta anche la proposta di delibera che sarà portata al vaglio dei consiglieri comunali. Ma sarà solo una pura e semplice formalità. Guai a schierarsi contro il sindaco. Chi lo fa viene cacciato. Si è con lui o contro di lui, questa è la logica di Dell’Aversana. Oltre al primo cittadino chi altro è la mente dell’ingresso nella società Acquedotti? I soliti noti. Elpidio Del Prete e Elpidio Iorio. Entrambi sono cresciuti sotto l’ala protettrice di Angelo Brancaccio, tuttora in cella per camorra. Un nome una garanzia. Di intrallazzi. Del Prete per la sua ubbidienza all’ex sindaco ortese era definito il “cavallo di Zorro”. Zorro ovviamente era Brancaccio. Non a caso grazie a lui ha fatto strada nella GeoEco e nella Casoria Ambiente. Oggi è il consigliere politico di Dell’Aversana.

Iorio è storicamente, personalmente e politicamente ancora più legato a Brancaccio. Da lui ha avuto gloria, soldi, una casa e un posto di lavoro (sindaco Velardi dovrebbe provare un minimo di vergogna per averlo nominato assessore di Marcianise). Dove è stato assunto Iorio tramite Brancaccio? Proprio all’Acquedotti. E sì, perché la società è una creatura dell’allora sindaco di Orta di Atella. Un carrozzone per fare clientelismo e sprecare soldi pubblici. Una “partecipata” che garantisce enormi profitti ai privati (l’Ottogas, di cui parleremo nei prossimi giorni) e ingenti costi ai Comuni. Che ovviamente scaricano sui contribuenti aumentando le tasse. Un ultimo interrogativo che giriamo agli amministratori: perché non si è proceduto con un bando pubblico? Il Consorzio idrico Terra di Lavoro dal quale il Comune è uscito nel 2015 applica tariffe molto più vantaggiose. I cittadini pagherebbero più del 60% in meno rispetto a quanto verseranno nelle casse della società Acquedotti. Invece di 1,50 euro al metro cubo i contribuenti pagherebbero 0,55 centesimi. Un risparmio evidenziato al sindaco dall’assessore ai Lavori pubblici Mimmo Iovinella “Mister 5mila” che peraltro fa parte del cda del Consorzio idrico. Ma il primo cittadino lo ha subito stoppato. Perché? In consiglio comunale e su Facebook Dell’Aversana si è riempito la bocca di diminuzione del canone idrico. Ora si getta nelle braccia dell’Acquedotti. Da questa “operazione” i santarpinesi ci andranno a rimettere. Chi ci guadagnerà?

Mario De Michele

(continua…)





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