È la storia di una concessione in sanatoria. Una brutta storia. Come le tante altre che raccontano le vicende urbanistiche di Orta di Atella. Di mezzo ci sono gli amministratori comunali. Ovvio. Sono stati loro, assieme a tecnici comunali ed esterni corrotti e a imprenditori collusi i produttori-consumatori del sacco della città. I fatti che racconto oggi sono recenti ma hanno origine negli anni del boom edilizio. Sono emblematici di una mentalità consolidata. Dura a morire: l’utilizzo a proprio uso e consumo del territorio. Alla faccia di tutto e di tutti. Protagonista una parente stretta dell’ex sindaco Peppe Mozzillo. Un po’ di spoiler l’ho già fatto. La trama si snoda tanto per non cambiare attorno a una licenza edilizia. Soldi, cemento, politica gli ingredienti. I soliti, insomma. Anna Baiona, familiare di Mozzillo, il 30 dicembre del 2004 ottenne un permesso di costruire, il numero 240. Successivamente n°1 variante in data il 15 febbraio 2007 le fu concessa una variante al progetto. Ebbe il via libera alla Dia (denuncia inizio attività) il 5 agosto del 2011 per realizzare un fabbricato in via Fratelli Bandiera n. 26. La signora Baiona è la moglie del geometra Antonio Cirillo, ex dipendente dell’Ufficio tecnico comunale, fratello della suocera di Mozzillo. Fino ad allora tutto ok.

I guai per i parenti dell’allora vicesindaco iniziano il 16 settembre 2013. L’ingegnere Claudio Valentino, all’epoca capo del settore Politiche del Territorio oggi responsabile Urbanistica al Comune di Sant'Antimo, dispone un sopralluogo sul cantiere dell’edificio in corso di costruzione. Vengono riscontrate palesi difformità rispetto a quanto autorizzato. Valentino dispone l’immediata sospensione dei lavori. Il responsabile del settore Politiche del Territorio chiede di fornire nei 30 giorni previsti dalla legge chiarimenti, di relazionare sulla costruzione e di presentare un rilievo plano-altimetrico di quanto già realizzato nonché relazione fotografica particolareggiata (clicca sul primo link alla fine dell’articolo). Anche una persona con gravi problemi di vista avrebbe notato le enormi difformità: maggiore altezza dell’edificio rispetto al consentito, distanze dai confini e fabbricati delle pareti del fabbricato minori del minimo di legge, cubatura edificata sensibilmente maggiore di quanto possibile. Nella speranza di bypassare la richiesta dell’ufficio preposto la signora Baiona presenta il 9 ottobre sempre del 2013 un’istanza di sanatoria di quanto costruito a firma del geometra Francesco Cirillo per sanare le difformità riscontrate. Il 17 dicembre dello stesso anno Valentino archivia la richiesta bocciando la sanatoria (clicca sul secondo link al termine dell’articolo). I parenti dell’allora vicesindaco Mozzillo non si arrendono. Il 9 gennaio del 2014 presentata una nuova richiesta di sanatoria, poco difforme dalla precedente. Ovviamente l’ingegnere Valentino di fronte a una situazione di fatto immutata rigetta anche la seconda istanza (clicca sul terzo link alla fine dell’articolo).

È il 4 aprile del 2014. Pochi giorni dopo (finalmente abbiamo scovato dei testimoni) Mozzillo va da Brancaccio, all’epoca primo cittadino e gli chiede di fatto la testa di Valentino. Gli dice in estrema sintesi che se la sua parente non ottiene la sanatoria si dimetterà. L’allora sindaco ortese pressa per molto mesi il capo del settore Politiche del Territorio. Valentino non cede. La sanatoria sarebbe illegittima. Largamente illegittima. I rapporti tra lui e Brancaccio si inaspriscono sempre più anche perché l’Imperatore pretende altre forzature su altre questioni edilizie, mentre l’ingegnere emana ordinanze di abbattimento a raffica. Ma il pressing non sortisce alcun effetto. E il primo settembre del 2014 Valentino viene cacciato. Dieci giorni dopo, l’11 settembre, la parente di Mozzillo, Anna Baiona, presenta nuovamente la richiesta di sanatoria dell’immobile. E, finale scontato, viene accontentata. Ottiene la concessione “in sanatoria” in base alla legge regionale “Piano Casa” (clicca sul quarto link alla fine dell’articolo). Quando raggiunge il suo obiettivo? Il 5 marzo 2015. Quando Mozzillo è sindaco facente funzione al posto di Brancaccio. Peraltro la Corte Costituzionale ha stabilito nel maggio del 2017 che è “incostituzionale” l’uso in sanatoria della Legge Regione Campania “Piano Casa”. Una beffa nella beffa. Un’illegalità nell’illegalità. Una storia di un permesso di costruire. Di quelli concessi in perfetto stile ortese.

Mario De Michele

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