Il Puc del comune di Orta di Atella è sospeso per 100 giorni. I professori dell’università d’ingegneria della Vanvitelli, alcuni di essi presenti in aula per dare delle spiegazioni tecniche, disporranno di questo tempo per esprimere il loro parere. Potranno però anche richiedere una proroga. Questo è l’esito del consiglio comunale che si è svolto stamattina alla sola presenza della maggioranza e del sindaco Villano. I 5 Stelle e Democratici e Riformisti non hanno partecipato ai lavori e hanno inviato una nota congiunta per spiegare la loro assenza che ha due motivazioni principali: la modalità di espletamento delle votazioni e la scelta della sospensione invece della revoca del Piano urbanistico comunale. Il gruppo Costruire Alternative è stato l’unico a presentarsi per leggere e mettere agli atti dell'Assise un’ulteriore nota dai contenuti simili a quella degli altri gruppi di opposizione per poi abbandonare l’aula. Si sono svolte 11 votazioni sulle diverse aree territoriali durante le quali di volta in volta sono usciti i membri del consiglio con conflitti d’interesse per parentela fino al quarto grado. Questa modalità è stata appunto fortemente contestata dall’opposizione come si evince dalla nota del gruppo Costruire Alternative.

“La questione sollevata circa eventuali conflitti di interesse con la minaccia di impedire quasi fisicamente la partecipazione a chi non seguiva la procedura dell’autocertificazione indicata è totalmente sconnessa e sconclusionata. Ai fini della sussistenza dell’obbligo di astensione, di cui all’art.78 comma 2 del dlgs n. 267/2000, occorre vi sia una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della delibera che si va a discutere e votare e specifici interessi propri dei partecipanti alla seduta ma nei casi di centri come il nostro, dove la possibilità di essere proprietari di suoli interessati dalle previsioni dell’approvando strumento è particolarmente alta, la necessità di una più stringente situazione di concreta conflittualità si rende indispensabile. E stiamo parlando dei casi di adozioni di Strumenti Urbanistici, cosa che non stiamo facendo in questa seduta. La pagliacciata si impone in quanto evidentemente il rapporto di fiducia tra consiglieri e giunta è ridotto ai minimi termini e a ragione, non avendo strumenti per capire esattamente gli amministratori dove vogliono andare a parare l’eccesso di prudenza da parte dei consiglieri diventa quasi obbligato. La prima discussione sull’urbanistica portata da questa maggioranza avrebbe meritato un approccio più serio!”
Inoltre, contestata fortemente la scelta della mera sospensione. “Chiunque abbia una minima nozione di diritto civile sarà d’accordo che l’annullamento produce effetti retroattivi e quindi fa in modo che l’atto è come non fosse mai esistito. Di conseguenza, anche sui permessi a costruire rilasciati sulla base del P.U.C. si dovrà agire con annullamento in autotutela. Tuttavia non è così semplice, dal momento che l’edificabilità del suolo fa sorgere in capo al proprietario un diritto reale acquisito e che certo non può essere cancellato con un ‘facciamo finta che non fosse mai esistito’. Il dubbio, più che fondato, è che chi ha acquisito un diritto in virtù del PUC se lo veda riconosciuto ricorrendo al Tribunale Amministrativo, quindi gli effetti ‘ex nunc’ della revoca si rischia di averli anche con l’annullamento”. Ora la patata bollente passa però ai professori universitari che si esprimeranno sulla legittimità dello strumento urbanistico nel prossimo autunno.

Valentina Piermalese

VIDEO DELL'INTERVENTO IN AULA DEL SINDACO VILLANO

LA VIDEO INTERVISTA AD ANDREA VILLANO





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