di Antonio Martucci

Tra qualche giorno, precisamente il 18 di aprile, e con una settimana di anticipo rispetto alle scadenze previste, il Presidente della Camera dei Deputati, la neo eletta Laura Boldrini, convocherà in seduta congiunta i due rami del Parlamento per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Non è ancora scattato il toto candidati ma già qualche nome inizia a circolare e non mancano certo gli identikit con le specifiche caratteristiche. Non vogliamo esimerci dal partecipare a questo simpatico giochetto politico in attesa dell’esito finale.

Tra i vari nomi circolati uno sembra avere le carte in regola per mettere d’accordo tutti i protagonisti della vicenda. Questa ipotesi dovrebbe andare bene al Pdl e a tutto il centrodestra, perché di estrazione e cultura liberale, convinta garantista e moderata doc. Potrebbe soddisfare anche il centrosinistra, perché è stata eletta nelle liste del Pd nella scorsa legislatura, ha ricoperto l’incarico di vicepresidente del Senato con correttezza e imparzialità, oltre ad essere stata candidata, sempre dal centrosinistra, come Governatore del Lazio nelle regionali del 2010.

Sarebbe un’ottima proposta per Scelta Civica, il centro montiano, perché novità assoluta, ottimo ex ministro, competente, affidabile, riconosciuta e stimata in Europa e negli Stati Uniti, avendo ricoperto anche l’incarico di Commissario Europeo. Non dovrebbe essere accolta con sfavore dai grillini del movimento 5 stelle perché, tra tutti i politici in attività, in qualità di esponente radicale è sicuramente quella più pragmatica, antisistema e antipartitocratica.

Parliamo, come appare ormai evidente, di Emma Bonino. In una fase nella quale tutti sembrano giocare tatticamente per non avvantaggiare gli avversari, fino al punto di non formare un indispensabile governo per il Paese, una proposta giocata d’anticipo metterebbe in difficoltà tutti gli altri competitori e partiti antagonisti. Un sondaggio la dà in testa alla classifica dei possibili candidati con il 34% dei consensi, più del doppio del secondo classificato, Mario Draghi, con il 18%. Eppure l’ipotesi non diventa proposta. Forse non piace a Papa Francesco? amartu@alice.it

 





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