L’Ascalesi, ospedale nel cuore di Forcella, sarà annesso all’Istituto Nazionale dei Tumori Fondazione Pascale ma questo accorpamento preoccupa i sindacalisti del comparto Sanità. A lanciare l’allarme su quello che viene considerato un depauperamento del presidio che non potrà più fornire adeguata assistenza ai cittadini, sono i rappresentanti della Cgil dell’Asl Napoli 1. «E’ stata posta la definitiva pietra tombale sulla sanità pubblica di buona parte del centro cittadino di Napoli» scrivono in una lettera i sindacati che annunciano la morte della struttura ospedaliera destinata a subire lo stesso destino dell’Annunziata e del San Gennaro. Le critiche sono rivolte al trasferimento dei reparti di ematologia, chirurgia, otorino e urologia che saranno allestiti e trasferiti in altre strutture, incluso l’Ospedale del Mare, mentre nell’Ascalesi rimarrà l’oncologia medica, una neurochirurgia, una terapia intensiva, una radioterapia e probabilmente un reparto di radiologia. Questo cambiamento è dettato dal decreto 77 del 28 dicembre 2017, ovvero il decreto regionale di cui i sindacalisti chiedono l’annullamento immediato. «Ci sorge il dubbio che il tanto decantato Polo oncologico del Mediterraneo non nasce per alleviare le sofferenze dei pazienti oncologici- si legge nella nota Cgil - bensì per placare la sete di potere di qualche baroncino sprovvisto di poltrona alla Fondazione Pascale» . Nel documento indirizzato ai vertici dell’Asl Napoli 1 ed anche al Prefetto e al Sindaco di Napoli, ai consiglieri regionali e al presidente della Commissione Sanità della Regione Campania, viene puntato il dito sull’impoverimento dei servizi sanitari che nel giro di alcuni mesi non ci saranno più. «Siamo seriamente preoccupati per i problemi di ordine pubblico e sociale che interverranno- scrivono i sindacalisti Cgil - una volta annesso al Pascale e quindi specializzato solo in patologie oncologiche, l’utenza del posto non avrà più dove andare quindi si peggiorerà ulteriormente la risposta in termini di salute in centro città». Nella nota, in conclusione, si legge che «rispetto alla sicura dismissione dei reparti e di 66 posti letto ci sarebbe la creazione di una fantomatica neurochirurgia da creare ex novo con 20 posti letto e una terapia intensiva di 4 posti letto che porterà da un lato a una riduzione della possibilità di cura dei cittadini napoletani e dall’altro sperpero di denaro pubblico».

 

 





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