Ricorderete sicuramente l’incipit del soliloquio dell'androide Roy Batty, interpretato da un ispiratissimo Rutger Hauer nel celeberrimo film Blade Runner: “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare...”. Beh, Roy Batty non è mai stato ad Orta di Atella. Altrimenti avrebbe detto: “Pensavo di aver visto cose che voi umani non potete neanche immaginare, ma poi sono stato ad Orta di Atella”. Nella città, culla dell’Antica Atella, se ne vedono di tutti i colori. A pagare le spese di un mondo capovolto, tanto per non cambiare, sono i cittadini onesti e perbene (la stragrande maggioranza). A beneficiarne sono, sempre per non cambiare, politici, amministratori e coloro i quali si sono cibati, in qualche caso, delle briciole cadute dal piatto di una classe dirigente truffaldina e miserevole. Per tutto quello che è accaduto e accade tuttora nella città delle Fabulae Atellanae non è escluso che un giorno ci ritroveremo Dracula alla guida dell’Avis. O un piromane a capo dei pompieri. Qualche anno fa Francesco Gianfranco Piccirillo, autista-politico, prima figlioccio di quel “delinquente seriale” di Angelo Brancaccio, poi dell’eurodeputato Pd Nicola Caputo, lanciò l’hashtag #SuccedeSoloAdOrta. Se lo dice lui, che di cose dell’altro mondo ne ha fatte e ne fa ancora oggi, c’è proprio da credergli.

Stavolta si è magnificamente inserito nel solco del “Pensavo di aver visto cose che voi umani non potete neanche immaginare, ma poi sono stato ad Orta di Atella” l’ex comandante della locale stazione dei carabinieri Felice De Nicola (nella foto in alto). Che, udite udite, ha preso le difese, udite udite, addirittura, udite udite, di, udite udite, Salvatore, udite udite, Del Prete, udite udite, detto, udite udite, “Magò”. Sarebbe facile e banale dire che quella di De Nicola sia stata una sortita inFelice. A me invece è venuta in mente la battuta di Enrico Montesano, per gli amici “er pomata”, quando risponde al telefono nel film “Febbre da cavallo”. Er pomata: “Chi è?”. Chi gli telefona: “A’ poma’, so’ Felice”. Er pomata: “Beato te che sei felice”. Ma forse De Nicola è davvero felice. Da quando è stato rimosso da Orta guida la caserma di Alife, ridente cittadina dell’Alto casertano. Lì, nel Matesino, i fatti di cronaca più gravi vedono protagonisti ladri di polli e i reati più frequenti sono guida in stato di ebbrezza per il troppo latte bevuto. E tutti cantano “Heidi, ti sorridono i monti. Heidi, le caprette ti fanno ciao”. Coro: “Hola Heidi, Hola Heidi, Hola Heidi, Hola Heidi, Hola Heidi, Hola Heidi, Hola Heidi, Hola Heidi, Ho-la-Hei-di, Hei-di, Hei-di, Hei-di, Ha-ho”. Che bello. Sono felice anch’io. Non dico che mi sarei aspettato almeno un grazie ma non avrei mai pensato che addirittura il comandante De Nicola mi attaccasse, almeno così è sembrato a tutti, prendendo nettamente, udite udite, le difese, udite udite, addirittura, udite udite, di, udite udite, Salvatore, udite udite, Del Prete, udite udite, detto, udite udite, “Magò”. Non mi credete? Nella foto potete ammirare il suo memorabile post pubblicato nel gruppo Facebook “Orta di Atella”, a commento dell’esilarante (mi sto ancora scompisciando dalle risate) intervento di Del Prete “Magò”, intitolato “Palate di fango”, di cui parlerò nei prossimi articoli, appena smetto di ridere, se ci riesco.

Riporto testualmente alcuni stralci delle frasi del maresciallo Felice De Nicola rivolte a Salvatore Del Prete “Magò”: “…Tutti conoscono il tuo valore e la tua onestà intellettuale…”. E ancora: “…hai avuto tanto di quel coraggio che dovresti essere considerato un supereroe…”. Segnalerò “Magò” alla Marvel nella speranza che almeno negli Stati Uniti sia ricercato. Non contento De Nicola aggiunge: “…hai tutta la mia stima e il mio rispetto!!!…”. Siamo di fronte a parole dal valore storico inestimabile. Che, ci metto la mano sul fuoco, nessun uomo, donna, bambino, anziano, transgender ha mai pronunciato in passato né lo farà mai in futuro. Egregio comandante della caserma di Alife, forse non se n’è ancora reso conto, ma lei con il post di oggi, 6 giugno 2018, è diventato, scrivendo solo poche righe, il più grande autore di Fabulae Atellanae di tutti i tempi. Si segni questa data. E sinceri complimenti.

De Felice non è nuovo a incursioni social su fatti locali. Prima di essere rimosso da Orta e spedito ad Alife (“le caprette ti fanno ciao”), aveva brillantemente commentato un articolo di una testata online su una serie di arresti di colletti bianchi ortesi con un post Fb degno del miglior Montale: “E non finisce qui”. Un verso ermetico da Nobel per la letteratura. Infatti, spero non mi consideriate immodesto, io capii subito la pregnanza di quelle parole. E scrissi un articolo per evidenziarne il significato con tanto di foto del post. Ma si sa, i geni sono sempre incompresi. E invece di ricevere il Nobel Felice, De Felice fu trasferito in quel di Alife (“ti sorridono i monti”). Ora mettiamo da parte la letteratura, il comandante non me ne vorrà, e soffermiamoci un momento sulle cose terrene. Una breve riflessione. Dai toni enfatici (“…dovresti essere considerato un supereroe…” e infervorati (“…hai tutta la mia stima e il mio rispetto!!!…”) contenuti nel post dell’ex comandante emerge, secondo il mio prudente apprezzamento, un’evidente familiarità tra i due. Ma la cosa più insolita e rara, probabilmente unica, è che l’ex capo dei carabinieri di una città intervenga a pochi giorni dal voto per difendere un candidato alle comunali criticato da un giornalista (io). Già ci vuole uno stomaco bello resistente per difendere uno che fa parte di Campania Libera, se poi si tratta di Del Prete, compagno di merenda di quel criminale di Brancaccio, sorge il dubbio che il comandante De Nicola, in prima linea nelle indagini sul boom edilizio, sia stato troppo attento alle confidenze, quasi giornaliere, di “Magò” e alle sue “interessate” ricostruzioni da non aver avuto il tempo di approfondire altri filoni di indagine belli corposi. Anche perché, e gliene diamo atto, non era facile, al cospetto di una gran mole di reati, fare luce pienamente sul sacco di Orta.

Allo stesso tempo però mi chiedo com’è possibile che la nascita di una nuova città, Orta 2, sia opera di un solo uomo, seppure spregevole, malvagio, sporco, brutto e cattivo come l’ex sindaco Angelo Brancaccio? Mi domando com’è possibile che non siano coinvolti nelle indagini sul boom edilizio i vari “Magò” di turno. Com’è possibile che uno come Salvatore Del Prete, oggi candidato alle comunali, sia sempre stato a piede libero. Uno che, ai tempi della “grande abbuffata”, aprì un conto cifrato in Svizzera presso la Banque Heritage di Lugano, chiuso solo in seguito alle indagini della Dda di Napoli sul sacco della città. Non ho risposte. Vorrei soltanto che come sta pagando giustamente quel “gran bandito” di Brancaccio paghino col carcere anche i suoi tanti compari e comparielli. Vorrei solamente che si faccia giustizia su tutto e tutti nel nome del popolo ortese. Solo così Orta di Atella volterà davvero pagina.

Mario De Michele

P.S. Per fortuna degli ortesi l'attuale comandante dei carabinieri, Antonio Di Resta, non perde tempo su Fb. Scende tutti i giorni in strada. Per fare il suo dovere. E lo fa molto bene.

 

 





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