Sono di nuovo pesanti come macigni le dichiarazioni rilasciate spontaneamente dal boss dei Casalesi Michele Zagaria, collegato in video-conferenza con il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al processo che lo vede imputato insieme con Fortunato Zagaria, ex sindaco di Casapesenna, per il reato di violenza privata con l'aggravante mafiosa commessa ai danni di Giovanni Zara, quando quest'ultimo era sindaco di Casapesenna, tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. il boss Zagaria ha rettificato quanto detto in una delle prime udienze del processo in cui aveva ricordato di aver incontrato Zara quando questi era piccolo, no «l'ho incontrato quando era adulto; mi ha chiesto anche due favori». Una dichiarazione choc che ha fatto calare il gelo in aula. Clima diventato subito pesante quando l'ex primula rossa dei Casalesi rigettando le accuse di Zara ha detto: «Questo è un processo politico, Zara si sta inventando tutto e ora mi sta dando davvero fastidio. Mi sta mettendo sotto pressione, ora basta». Altre parole choc a meno di dieci giorni da quelle rilasciate in un'altra udienza.  Il capoclan ha ribadito la durezza del carcere duro, dicendo di sentirsi vittima di una campagna mediatica. «Qualunque cosa dico - ha affermato - viene strumentalizzata, tanto che nei giorni scorsi sono uscito anche in televisione». Nell'udienza dello scorso 23 gennaio, il boss, parlando del presunto attentato da lui ordinato nel 2009 contro Zara, di cui ha riferito il suo ex braccio destro oggi pentito Michele Barone, disse che «se avessi voluto uccidere Zara lo avrei fatto con o senza Barone, ma a modo mio».





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